Come calcolare il costo di un dipendente per un’azienda

costo-personale-dipendente

Nel nostro paese si parla già da tanti anni di abbassare il costo del lavoro per incentivare le aziende ad assumere nuovo personale. Purtroppo, a parte le buone intenzioni e fatta eccezione per alcuni bonus e sgravi fiscali previsti per assumere specifiche categorie di dipendenti, il costo del lavoro in Italia continua ad essere molto alto.

Il costo del personale molto spesso è una delle spese più consistenti per un’azienda. Ma come calcolare quanto costa realmente il personale dipendente?

Una cifra esatta non esiste, il costo di un operaio, infatti, varia in base alla tipologia contrattuale, al settore dove opera l’azienda, alla durata del contratto (tempo determinato o indeterminato), se il dipendente deve essere assunto full-time o part-time ed alla mansione che dovrà svolgere. Il salario minimo dovuto al dipendente è stabilito dai contratti collettivi che regolano, oltre allo stipendio, altri aspetti del contratto di lavoro (ferie, permessi, ecc.).

Se sei interessato a sapere quanto costa il personale dipendente continua a leggere il nostro articolo perché tra poco ti spiegherò come fare a calcolare il costo effettivo di un dipendente.

Come calcolare il costo effettivo di un dipendente?

Il costo effettivo di un dipendente per un’azienda è molto diverso da ciò che appare nella busta paga mensile.

Oltre allo stipendio, infatti, ci sono molte altre voci da considerare:

  • la RAL, cioè la Retribuzione Annua Lorda, che non coincide con la somma degli importi versati al dipendente mensilmente. La RAL di un dipendente è la somma di tutti gli importi lordi ricevuti nell’arco di un anno solare ed include anche le tasse e i contributi previdenziali che il dipendente è tenuto a pagare;
  • i contributi previdenziali ed assicurativi sono le somme da versare periodicamente a INPS e INAIL per ogni dipendente assunto. Questa quota di denaro versata è necessaria a garantire al lavoratore la pensione (contributi INPS) e l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali (contributi INAIL).
    L’importo da versare varia in base alla RAL del lavoratore e ad altri elementi come il tipo di attività svolta dall’azienda (commerciale, industriale, agricola), le dimensioni e la natura giuridica della società e la qualifica del dipendente. Ad ogni modo, solitamente, i costi previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 31% della RAL;
  • TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto, conosciuto anche come liquidazione. Esso è una porzione di retribuzione che si dovrà accantonare ogni anno e che poi sarà versata al lavoratore al termine del rapporto di lavoro (per licenziamento, dimissioni o pensione). Per calcolare l’importo da accantonare per il TFR di un dipendente si dovrà dividere la sua RAL per 13,5. Il risultato andrà rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT.

L’incidenza dei costi indiretti

Tutti i costi analizzati fino a questo punto sono definiti costi diretti. Oltre a questa tipologia di costi troviamo anche altri costi che un’azienda deve sostenere per poter attuare il processo lavorativo di un dipendente. Questi costi sono detti eventuali o indiretti e sono:

  • costi legati agli adempimenti richiesti dalla normativa relativa alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • corsi di formazione per i dipendenti;
  • spese relative alla redazione delle buste paga e agli altri adempimenti amministrativi legati alla gestione del personale;
  • spese legate a possibili contenziosi con i dipendenti;
  • costi della gestione del Libro Unico del Lavoro e di tutti gli adempimenti previsti dalla disciplina inerenti all’amministrazione del personale.