22 Nov

Conviene l’utilizzo dei voucher postali?

voucher postali

Avrete sicuramente sentito parlare negli ultimi anni dei voucher postali per il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale.
Ultimamente con le novità del Jobs Act, questi voucher di lavoro sono tornati alla ribalta delle cronache. Siccome molte novità interessano anche gli imprenditori e i professionisti (libero professionista), su Gestionale.co magazine abbiamo ritenuto opportuno andare ad approfondire l’argomento e di scoprire soprattutto le ultime novità con il Jobs Act del governo Renzi.

I buoni lavoro con voucher postali sono inoltre da configurare come una opportunità di inserimento nel mondo del lavoro perché forniscono garanzie sia al datore che al lavoratore occasionale. Inoltre per il governo questa manovra dovrebbe ridurre in teoria quella percentuale di lavoro a nero ancora molto presente in gran parte del Paese.
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Per quali tipologie vale il lavoro con voucher?

Come già detto nella presentazione, il voucher postale è un sistema di pagamento utilizzabile per prestazioni di lavoro occasionale accessorio.
Cosa s’intende con questa voce?
Le attività lavorative occasionali che rientrano nella possibilità dell’utilizzo voucher di lavoro sono quelle attività che non generano per il prestatore un reddito superiore a 7000,00 € netti nell’arco di un anno. La soglia di reddito non è da considerarsi esclusiva per ogni singolo commitente, ma fa riferimento alla totalità dei committenti.
I voucher non possono essere quindi utilizzati per il pagamento di un’attività lavorativa svolta da un soggetto che è già in rapporto subordinato con il committente.

Non è escluso dall’utilizzo di questi buoni nessun settore lavorativo. Dalle ultime stime, l’uso più significativo dei voucher ha riguardato il settore terziario e terziario avanzato (su tutti commercio, turismo e servizi). Ma i voucher sono largamente impiegati nell’edilizia, nell’agricolutra e specie nei lavori domestici di pulizia.

Novità voucher postali per imprenditori e liberi professionisti

Le novità portate dal Jobs Act sono diverse. Nello specifico ci va di sottolineare innanzitutto l’innalzamento della soglia massima dei corrispettivi percepiti. Dai 5050,00€ si è come detto passati a 7000,00 € netti.
Per quanto riguarda i professionisti e gli imprenditori (coloro che operano sul mercato di produzione, commercailizzazione e gestione di beni e servizi) hanno visto limitarsi i corrispettivi pagabili al prestatore di lavoro occasionale.
Il guadagno massimo in questi casi si è ridotto a 2000,00 € netti, sempre però considerando il limite, si badi complessivo, dei 7000,00€.

Cosa significa questo? Che un lavoratore che presta servizio per una delle categorie sopra-citate, può percepire un compenso netto sotto forma di voucher di lavoro non superiore a 2000,00 nel corso dell’anno. Lo stesso soggetto può però prestare il proprio lavoro presso altri committenti avendo l’accortezza di non superare i 7000,00 € complessivi su base annua.

E se si superano questi limiti? Nel caso in cui si superasse il limite dei 2693,00 € lordi, il rapporto accessorio diventerà di natura subordinata a tempo indeterminato e si applicheranno le sanzioni civili ed amministrative previste per legge. In questi casi il committente si tutelerà richiedendo a chi presta il proprio lavoro di firmare la dichiarazione sostitutiva in cui si attesta il non superamento del limiti previsto per legge.

Ulteriori novità del decreto n. 81 riguardano invece le modalità di acquisto e di fruizione. Per le categorie di cui ci stiamo occupando nello specifico (imprenditori, liberi professionisti), questi fino a poco tempo fa poteva acquistare i buoni soltanto utilizzando la procedura telematica disponibile sul sito dell’INPS (nella sezione dei servizi online per il cittadino, lavoro accessorio).
I metodi di pagamento disponibili online sono diversi:

  • addebito su conto corrente BancoPosta;
  • addebito su carta prepagata Postepay;
  • addebito su carta di credito abilitata ad uno dei seguenti circuiti (VISA, VISA Electron, Mastercard);

Per favorire le modalità di acquisto dei buoni, a partire dal maggio 2016 anche presso gli Uffici Postali è possibile acquistare voucher postali di tipo telematico ai soggetti preventivamente registrati sul sito Inps. Quindi con questa novità anche imprenditori o liberi professionisti possono ora acquistarli.

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Limiti di acquisto e scadenza dei voucher

I voucher postali come dice la parola stessa possono essere acquistati presso gli uffici postali. Si trovano tagliandi di diverso valore nominale. Si parte da quelli di 10,00 € fino ad un valore di 200,00 €. Inoltre sono disponibili anche buoni multipli (valore nominale da 20,00 € o 50,00 €). Per i committenti è possibile anche richiedere dei carnet composti da 25 buoni.

Il valore di un buono comprende:

  • il 13% della somma come contributo previdenziale a favore della Gestione separata INPS;
  • il 7% è a favore dell’INAIL, per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
  • il 5% spetta all’INPS per la gestione del servizio;


Va ricordato che il limite di acquisto giornaliero per singolo committente è di 5000,00 € lordi.

Il voucher telematico viene stampato al momento della richiesta fatta all’ufficio postale, quindi l’importo nominale sarà variabile e si adatterà alla richiesta del committente (sempre tenendo conto del limite minimo e massimo di cui sopra).

La riscossione dei buoni può avvenire entro 24 mesi dall’emissione presso un ufficio postale. I voucher telematici si riscuotono utilizzando l’INPScard oppure richiedendo un bonifico domiciliato presso un ufficio postale.
I voucher postali sono pagabili dal secondo giorno successivo alla prestazione ed hanno in questo caso un limite di scadenza di 2 anni dall’emissione.
Sarà lo stesso committente a specificare la data di inizio e fine prestazione, comunicandolo in tempo all’INPS e fornendo i dati del prestatore, il luogo e le date appunto. La comunicazione è necessaria per dare validità al buono, per avere le garanzie che ne derivano e per la riscossione da parte del prestatore.

A titolo informativo, per i nostri lettori, diciamo che è previsto anche il rimborso dei buoni lavoro non utilizzati: per ottenere tale rimborso occorre utilizzare il modulo SC52 sul sito dell’INPS.

Considerazioni finali su vantaggi e svantaggi dei buoni lavoro

Concludiamo, ribadendo nello specifico quali sono i vantaggi dei buoni lavoro.
Questi sono pari sia per il datore di lavoro che per il lavoratore:

  • il committente (datore di lavoro) ha la possibilità di regolarizzare il lavoro dei suoi collaboratori e di poter sfruttare prestazioni occasionali senza vincoli contrattuali. La netta crescita dei voucher venduti è un valido riscontro del vantaggio che già tante imprese, imprenditori o liberi professionisti stanno traendo;
  • il lavoratore ha una copertura previdenziale perché come visto il 13% della somma viene versa all’INPS. Inoltre il 7% viene invece versato all’INAIL come copertura assistenziale contro eventuali infortuni.


Purtroppo però non ci sono solo luci o vantaggi sui voucher. Se dalle analisi iniziali emergeva un netto miglioramento della lotta al lavoro sommerso, alcuni hanno sostenuto invece il favoreggiamento con queste modalità della precarizzazione del lavoro. Si pensi che circa il 10% dei lavoratori nel 2015 retribuiti con voucher avevano avuto un rapporto di lavoro con lo stesso datore negli ultimi sei mesi.

Noi di Gestionale.co ci auguriamo che siano i vantaggi ad emergere sulla brutta piaga della precarizzazione del lavoro e che le imprese, i professionisti, i lavoratori, insomma tutti i soggetti e i settori coinvolti possano beneficiare di queste opportunità offerte da voucher lavorativi.

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